I Più Bei Percorsi Mountain Bike Sardegna

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La Sardegna è regione di terra e questo è testimoniato non solo dalla tappa del Mondiale Rally WRC ma anche dai molti percorsi mountain bike che si snodano sullo sterrato, tra i boschi selvaggi oppure tra strade panoramiche.

Vista aperta sul mare oppure a capofitto tra gli alberi?

Le possibilità itineranti per chi apprezza la mountain bike sono innumerevoli e c’è spazio anche per chi predilige un tragitto più turistico su strada asfaltata o comunque poco sterrata.

Un consiglio preventivo è quello di invitarti a scegliere con attenzione gli itinerari MTB della Sardegna, a seconda della tua preparazione, della bicicletta che possiedi (o che noleggerai).

La natura sarda è spesso incontaminata, libera e talvolta può celare imprevisti.

Manda lo sguardo qualche metro avanti alla ruota anteriore del tuo mezzo per capire in anticipo cosa troverai e come affrontare il tratto che ti si prospetta.

Presta molta attenzione alle discese, non semplici.

Per godere al meglio dell’ambiente, scegli le ore mattutine (in estate) dove potrai apprezzare i profumi della natura, degli alberi e dei paesaggi.

Ecco alcuni interessanti percorsi mountain bike Sardegna che meritano di essere vissuti dal primo all’ultimo chilometro, facendo vivere l’emozionalità della natura positivamente selvaggia di questa regione, per certi versi ancora incontaminata.



1) Monte Ixi – Donori: Un Anello Nell’entroterra

Poco più a nord di Cagliari, nel pieno dell’entroterra sardo, si propone un percorso mountain bike Sardegna di media intensità.

La lunghezza di circa 50 km, con un dislivello complessivo di circa 1.000 metri, è ben distribuita al punto che pare un percorso speculare nella prima e seconda parte.

E’ ottimo per chi desidera ritrovare una buona forma fisica e farsi la gamba (come si suol dire in gergo), favorendo anche la formazione del fiato.

Se la prima metà è prevalentemente in salita, la seconda metà è prevalentemente in discesa e anche per questo è ottimamente equilibrato.

Il punto di partenza è Donori, più precisamente nei pressi della zona industriale tra la SP10 e la SS387 dalla quale si giunge da Cagliari.

Si entra subito nello sterrato attraversando terreni ricchi di vitigni e ulivi.

Quindi, in località “Serdiana” si intercetta la strada vicinale “Sa Grutta” in direzione S’Isca, dirigendosi verso le cave.

Ad un tratto è necessario affrontare una salita abbastanza impegnativa con l’ultima porzione che impegna molto, poi il dislivello è più lieve e conduce fino a 700 metri di altezza, portando verso uno scenario piuttosto brullo e di non semplice gestione in bici.

Qui è consigliabile prestare attenzione al sentiero da mantenere poichè le indicazioni non appaiono troppo chiare.

Si possono vedere animali al pascolo che non infastidiscono.

L’obiettivo è puntare verso la SS387 transitando dal comune di S. Nicolo Gerrei, da cui si imbocca la strada di “Pranu” che ancora tende a salire fino a circa 850 metri sul M.te Ixi.

I meno allenati avvertiranno un affaticamento, ma l’idea della successiva discesa rincuora l’animo, così come il magnifico panorama che si distende verso il mare cagliaritano.

Il tratto successivo è prevalentemente su asfalto: si passa dalla SP25 alla ormai conosciuta SS387, la quale richiede attenzione perchè è una strada di grande percorrenza.

Per fortuna si percorre per un tratta relativamente breve perchè ad un certo punto è possibile deviare su un sentiero laterale al torrente “Riu Coxinas”, seguendolo fino alla località S. Andrea Frius per poi tornare nei pressi del luogo di partenza.

In generale il percorso è molto piacevole, più semplice nella seconda metà, un po più impegnativo nella prima frazione.


La Costa Verde In Mtb: Percorso Tra Le Dune

Ecco un altro suggerimento, nella parte sud-ovest della Sardegna, che conta 50 km di tragitto prevalentemente pianeggiante per quasi la metà, mentre la parte rimanente vede equamente distribuite salita e discesa, per un dislivello complessivo di 900 metri.

L’asfalto viene percorso per circa 11 Km, il resto invece è su sterrato o terra battuta.

Questo itinerario mountain bike Sardegna è di media difficoltà e sebbene possa sembrare molto simile nelle caratteristiche al precedente, è degno di essere menzionato in quanto interessa un’area in cui vi sono delle dune naturali tra le più alte in Europa.

Arbus e Guspini sono i due paesi maggiormente interessati da questo tragitto in bicicletta, nonostante la partenza sia a Montevecchio.

La prima parte di strada è sterrata e molto gradevole da percorrere.

Non delude nemmeno come paesaggio, il quale si arricchisce anche di una gradevole vista su di un bacino idrico che forma un piccolo laghetto.

La strada prosegue e bisogna tenere la direzione verso il Rio Irvi, facilmente riconoscibile per le sue acque dalle marcate tinte rossastre per via di alcuni minerali in esse contenute.

Il sentiero è abbastanza tecnico e si allunga nella vegetazione del luogo, in più punti attraversa il piccolo ruscello come prevede il vero spirito MTB.

Questo tratto dura circa 6 Km, fino a quando si giunge ad un altro sentiero, un po’ più allargato, che conduce su un altro sterrato.

Proseguendo si arriva alla “Armidas“, in altura, dove si apre una piacevole vista verso le dune di “Is Arenas”.

Continuando è necessario prendere verso le miniere di Naracauli, un luogo ora abbandonato che però manifesta ancora il suo fascino, per poi ritornare indietro e seguire in direzione Piscinas giungendo così al mare.

Il percorso non è terminato e serve ancora un ultimo sforzo per completare i chilometri mancanti all’arrivo, raggiungibile dalla strada asfaltata in direzione della Torre dei Corsari e quindi verso Porto Maga.

Da qui si intraprendono un altro sterrato e una salita fino a raggiungere il punto più alto del percorso.

Quindi la via da percorrere porta alla rocca di “Monte Arcuentu” e poi si prosegue ancora verso “Monte is Gennas”.

La discesa porta successivamente ad attraversare il bosco dovo scorre il “Rio Ruggeri” per dirigersi, infine, verso il punto di partenza a Montevecchio.


3) Grotta San Giovanni A Iglesias E Tunnel Dei Minatori

Un percorso difficile ma relativamente breve, di soli 22 km circa.

Situato nella parte sud occidentale della regione, poco sopra ad Iglesias, si parte su strada asfaltata dalla Grotta di San Giovanni nella zona di Iglesias e si attraversa la grotta.

Dopo quasi un chilometro si lascia l’asfalto e si prende lo sterrato verso la “miniera Reigraxius”.

Proseguendo verso “Mitza Predi” si percorre un buon tratto composto da salite abbastanza ripide che richiedono un buon fiato e una gamba allenata, fino ad arrivare a Genna Ruxitta.

Dopo aver faticato, ecco una discesa che conduce al sentiero 320, da imboccare in direzione Gella Ollioni.

Dopo altre salite si arriva a “Punta San Michele” a 900 metri di altezza, dopo aver passato “Montano Linasia”.

Ora inizia una parte difficile del percorso: la discesa.

E’ necessario avere una mountain bike con sui si ha buona confidenza ed è importante avere la percezione del pericolo.

In questo tratto anche i più esperti a bolte scendono dal sellino e portano la bicicletta a mano.

Una volta arrivati in basso è bello attraversare un’area in cui gli antichi minatori lavoravano senza sosta nei tempi più antichi, passando per diverse gallerie scavate nella roccia.

Quando incontrerai una piccola chiesetta dedicata a San Giovanni significa che sarai giunto alla fine.


4) Nella foresta a Seui, vicino a Gennargentu

Nella parte centrale della regione, nella zona est, c’è un itinerario mountain bike Sardegna veramente affascinante.

Si parte da Seui e ci si immette all’interno del “Montarbu“, ossia una foresta che ha dell’incredibile poichè quest’area già era vissuta in età giurassica.

Il dislivello complessivo è di circa 1000 metri, in un percorso che conta circa 45 km di cui una decina in pianura e il resto equamente diviso tra salita e discesa.

Chi ha una pedalata fluida e fiato allenato impiegherà circa 3,5 ore, chi invece non ha ancora un livello di forma top potrà utilizzare questo percorso di media entità per raggiungere la miglior condizione in circa 4 ore o poco più.

Durante la percorrenza del tracciato è facile imbattersi in quei rilievi che vengono chiamati “Tonneri”, ossia delle punte particolarmente elevate di grande fascino.

La partenza del giro è in zona stazione di Seui e subito si sale verso la miniera Corangiu.

Si affrontano strade sassose, in salita e con qualche tornante per arrivare a “Genna Isili”, già a poco più di 1000 metri di altezza, per poi salire, tramite lo sterrato, fino a “Arcu Peppi Loi” per godere di un fantastico panorama sul Gennargentu.

Rapidamente la discesa porta a “Genna e Medau” dove si intreccia la SS198. Passando accanto ai nuraghe di Ardosai si affrontano alcuni sali-scendi piacevolissimi tra i “tacchi” della “Foresta Montarbu”.

Ci si muove nuovamente su asfalto e si sale fino a quando non si incontra uno sterrato che immerge direttamente nella foresta.

Poi giù un discesa fino a “Genna Idissa” passando oltre la ferrovia del famoso trenino verde.

Attenzione ai vari passaggi tra asfalto e sterrato prima e dopo la ferrovia, durante alcuni tratti in salita non semplici, ma percorribili dal ciclista medio.

Una volta ritrovata la SS 198 si sale in direzione Seui, luogo dal quale questo itinerario ha preso il via.


5) Il Percorso Del Ferroviere A Sassari

La zona di Sassari, a nord ovest della Sardegna, offre diversi spunti per chi apprezza la mountain bike.

Chi è lì in vacanza, nelle aree marine, potrà avere sicuramente modo di potersi svagare un giorno in bicicletta, come pure chi, provvisto di camper, si imbarca per raggiungere questa meravigliosa isola, con la bici appresso.

Il tragitto di 45 km assume il nome di percorso del ferroviere in quanto si sviluppa nei pressi della rete ferroviaria locale tra binari ormai fuori uso da anni.

Proprio questa condizione richiama la massima attenzione: ci sono tratti totalmente abbandonati e segnati unicamente dal passaggio di biciclette.

Spesso il tragitto attraversa prati e proprietà di pastori.

Particolarmente critico è il passaggio su un ponte della ferrovia che è in stato di abbandono da tempo e la vegetazione ha avuto il sopravvento.

Per questo è consigliabile passare con la massima prudenza.

Il primo tratto è in discesa, mentre l’arrivo è in salita.

Nel mezzo quattro sali-scendi abbastanza pronunciati, specialmente il primo e l’ultimo.

Dal centri di Sassari ci si porta in località Caniga dopo aver attraversato la SS 131, per poi imboccare la Strada Vicinale Tanca di Monsignori, sulla sinistra costeggiando già la ferrovia.

Si procede sempre dritti fino alla Mandra di L’Ainu, dove si attraversa il passaggio a livello per poi seguire la via ferroviaria fino alla stazione Molafa.

Dopo un passaggio abbastanza selvaggio tipico da MTB, si arriva ad una vecchia chiesetta.

Proseguendo si arriva al vecchio ponte sulla ferrovia dove è richiesta molta attenzione.

Bello il passaggio che poi si sviluppa in successione sul terreno sterrato che segue la vecchia ferrovia (sono assenti i binari ma si vedono chiaramente i segni del passato ferroviario).

Quindi si punta verso Uri per poi rientrare riprendendo parte del percorso iniziale.

Il percorso è piacevole, perchè sebbene non abbia panorami particolarmente interessanti, si snoda tra campi, prati e piccoli boschi.

Inoltre è alla portata di amatori, anche se è richiesta attenzione.

Non è particolarmente semplice da seguire ad è consigliabile fare il tragitto almeno in 2-3 persone.

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